Scritto da 7:15 pm Imola, Attualità

Trentasei ore di attesa per un posto letto: il caso della 97enne accende il dibattito sulla carenza di posti all’ospedale di Imola

Imola (mercoledì, 28 gennaio 2026) — Trentasei ore di attesa in pronto soccorso prima di ottenere un posto letto in reparto. È il caso di una donna di 97 anni, curata all’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, che ha riacceso il dibattito sulle criticità del sistema sanitario territoriale e, in particolare, sul problema del cosiddetto boarding, ovvero la permanenza prolungata in pronto soccorso dopo la decisione di ricovero.

di Sofia Cilli

Secondo quanto chiarito dall’Ausl di Imola in una nota ufficiale, l’inquadramento diagnostico della paziente sarebbe stato completato “nelle prime ore della mattina del 26 gennaio”, mentre il trasferimento in reparto è avvenuto “nel primo pomeriggio del giorno successivo, non appena si è resa disponibile una collocazione appropriata e coerente con il quadro clinico”.

Durante la lunga permanenza in pronto soccorso, l’anziana è stata costantemente monitorata e assistita dal personale sanitario. “È stata garantita la continuità delle cure e la sicurezza clinica – spiega l’Ausl – pur in un contesto organizzativo reso complesso dall’elevata pressione assistenziale e dall’età avanzata della persona”.

Picco di accessi e posti letto esauriti

Alla base della prolungata attesa, secondo l’Ausl, vi sarebbe il picco di accessi al pronto soccorso registrato nei giorni interessati. Nello specifico, domenica si sono contati 134 accessi con 22 ricoveri, mentre lunedì 146 accessi con 24 ricoveri, numeri che avrebbero portato all’esaurimento temporaneo dei posti letto disponibili. La 97enne non sarebbe stata l’unica paziente costretta ad attendere molte ore prima del ricovero, evidenziando una criticità strutturale che riguarda l’intero territorio.

Il caso arriva in Regione

La vicenda ha assunto anche una dimensione politica, approdando in Regione Emilia-Romagna attraverso un’interrogazione presentata da Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa.

“Questo caso mette in evidenza una criticità del sistema sanitario imolese – ha dichiarato Evangelisti – dove l’ospedale Santa Maria della Scaletta soffre di un problema di boarding, ovvero l’attesa di un posto letto dopo la decisione di ricovero”.

L’atto ispettivo chiede chiarimenti su diversi punti: il numero di casi di boarding prolungato verificatisi negli ultimi tre anni, l’eventuale impiego di personale sanitario sottratto ai reparti per supportare il pronto soccorso e, soprattutto, il motivo per cui, nel caso della paziente 97enne affetta da una severa polmonite, non sia stato attivato un percorso agevolato in grado di ridurre l’attesa, considerata l’età e la fragilità clinica.

Un episodio che riporta al centro del dibattito pubblico il tema della disponibilità dei posti letto, dell’organizzazione dell’emergenza-urgenza e della capacità del sistema sanitario di rispondere tempestivamente ai bisogni delle persone più fragili.

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Last modified: Gennaio 28, 2026
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