Imola — Il Comune di Imola, attraverso Imola Musei, l’Università di Bologna e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna hanno siglato un accordo quinquennale che apre una nuova fase per il deposito archeologico di Sante Zennaro.
di Sofia Cilli
L’intesa mira a trasformare gli spazi del deposito in un centro dinamico di ricerca e valorizzazione, dove i materiali conservati non siano soltanto tutelati, ma diventino oggetto di studio, formazione e progetti condivisi.
Il primo passo concreto è già stato avviato: un laboratorio di analisi e catalogazione dedicato ai reperti medievali e moderni provenienti dalla Rocca Sforzesca di Imola, sotto il coordinamento del prof. Enrico Cirelli del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Alma Mater.
Nel corso degli anni, Soprintendenza e Imola Musei hanno infatti raccolto numerose casse di materiali ceramici rinvenuti negli scavi del fossato e in altri interventi condotti nella seconda metà del Novecento all’interno della Rocca. Si tratta di reperti post-classici che, pur rappresentando una fonte preziosa per ricostruire la vita materiale della Imola medievale e moderna, non avevano ancora ricevuto uno studio sistematico.
Le attività del laboratorio – iniziate nei giorni scorsi – prevedono diverse fasi: dalla separazione preliminare dei reperti al loro riconoscimento, fino alla classificazione digitale e alla documentazione tramite scansioni laser e disegno manuale. Vi partecipano studenti di vari percorsi accademici, dalla triennale in Storia, Lettere e Beni culturali alle magistrali in Archeologia e Culture del Mondo Antico e in Scienze Storiche. Il progetto offrirà inoltre l’opportunità di proseguire con tirocini formativi e tesi di laurea dedicate ai materiali esaminati.
Per l’assessore alla Cultura Giacomo Gambi, questa collaborazione rappresenta un’occasione per ridefinire il ruolo dei depositi museali:
«La firma dell’intesa ci incoraggia a considerare i depositi non solo come luoghi deputati alla conservazione, ma come veri laboratori permanenti di ricerca e formazione. La ricerca nei musei è il motore della scoperta. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo accordo, in particolare la dott.ssa Valentina Manzelli della Soprintendenza, il prof. Enrico Cirelli e il dott. Diego Galizzi di Imola Musei».
Il nuovo protocollo inaugura così una stagione di attività condivise che rafforzeranno la conoscenza del patrimonio archeologico imolese, promuovendo la collaborazione tra istituzioni e creando nuove opportunità per giovani studiosi e ricercatori.
Last modified: Novembre 6, 2025

