Imola– Il Comune di Imola compie un passo concreto a tutela del lavoro dignitoso. La Giunta comunale ha approvato all’unanimità la delibera n. 658, che introduce le “Linee d’indirizzo per la tutela della retribuzione minima salariale nei contratti di appalto del Comune e delle società in house”.
di Sofia Cilli
L’atto, che non comporta oneri economici per l’Ente, definisce un quadro di misure volte a garantire ai lavoratori impiegati nei servizi comunali e negli appalti pubblici un salario equo e proporzionato, in linea con l’articolo 36 della Costituzione, con la direttiva europea 2022/2041 e con le più recenti disposizioni del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023 e D.Lgs. 209/2024).
Linee guida per un salario minimo nei contratti pubblici
Le nuove linee guida impegnano il Comune e le sue società partecipate a:
- Applicare i CCNL stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative;
- Garantire una retribuzione minima oraria lorda non inferiore a 9 euro, come parametro di riferimento per i contratti collegati all’Ente;
- Vigilare sull’applicazione corretta dei contratti collettivi, assicurando parità di trattamento economico e normativo in tutti gli appalti, indipendentemente dal valore economico;
- Premiare nei bandi di gara il rispetto della soglia minima retributiva, inserendolo tra i criteri di valutazione per l’aggiudicazione al miglior rapporto qualità/prezzo;
- Istituire tavoli permanenti con le parti sociali, per monitorare l’attuazione delle misure, garantire trasparenza nei cambi appalto e promuovere condizioni di lavoro più eque.
Particolare attenzione sarà riservata ai settori più fragili e a rischio di lavoro povero, dove la tutela economica dei lavoratori è spesso più debole.
Panieri: “Imola città del lavoro dignitoso”
Il sindaco Marco Panieri ha sottolineato il valore simbolico e sociale del provvedimento:
“Con questa delibera affermiamo un principio semplice ma fondamentale: il lavoro deve essere dignitoso, equo e rispettato. È una scelta di responsabilità sociale che pone Imola tra le città che decidono di tutelare i propri lavoratori e di promuovere un modello di sviluppo fondato su giustizia e solidarietà.
Essere un’amministrazione moderna significa coniugare innovazione e diritti, crescita economica e coesione sociale. Imola vuole continuare a essere un punto di riferimento per chi crede in una politica del lavoro fondata sui valori della Costituzione e della dignità umana.”
Raffini: “Un atto concreto contro il lavoro povero”
Sulla stessa linea l’assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro Pierangelo Raffini, che ha evidenziato il carattere operativo del provvedimento:
“Questa delibera è un atto concreto, non simbolico. Significa dire con chiarezza che nel nostro territorio nessun lavoratore collegato al Comune deve ricevere meno del giusto, e che la pubblica amministrazione ha il dovere di dare l’esempio.
È un modo per contrastare il lavoro povero e valorizzare le imprese corrette, che rispettano i contratti e le persone. Imola continua a scegliere la via della responsabilità, costruendo un’economia locale basata sulla qualità, sull’equità e sulla dignità del lavoro.”
Con questo provvedimento, Imola rafforza la propria identità di “città del lavoro”, promuovendo una politica che mette al centro le persone e i diritti, nel segno della giustizia sociale e della solidarietà.
Last modified: Novembre 12, 2025

