Castel Guelfo — Dopo due tentativi di composizione negoziata della crisi, entrambi conclusi senza esito, per la Enertronica Santerno di Castel Guelfo si apre la strada della liquidazione giudiziale. L’azienda, attiva nel settore dell’energia e dell’elettronica industriale, ha infatti depositato il ricorso presso il Tribunale di Bologna lo scorso 22 ottobre.
di Sofia Cilli
Nel corso delle precedenti procedure, la società aveva intrapreso una ricerca di potenziali investitori, contattando diversi soggetti sia industriali sia finanziari nella speranza di ottenere un’offerta concreta. Tuttavia, come si legge in un comunicato dell’impresa, le manifestazioni di interesse ricevute non si sono mai tradotte in proposte effettive.
Terminata la composizione negoziata, Enertronica Santerno aveva poi tentato di elaborare un’ipotesi di concordato semplificato, cercando di valorizzare i contatti già avviati e prevedendo anche un possibile apporto di finanza esterna da parte degli organi societari. Anche questa strada, però, si è rivelata impraticabile: la controparte coinvolta non ha dato seguito agli impegni iniziali, rendendo inevitabile la richiesta di liquidazione.
La notizia ha destato forte preoccupazione tra i sindacati, in particolare Fiom Cgil di Imola e Fim Cisl Amb, che sottolineano come nel gruppo operino circa un centinaio di lavoratori tra tecnici, impiegati e operai.
«Sapevamo della prima composizione negoziata, già conclusa, ma non della seconda, anch’essa fallita e accompagnata dalla richiesta di esercizio provvisorio», hanno dichiarato Valentina Giunta (Fiom Cgil Imola) e Antonino Liuzza (Fim Cisl Amb).
Le sigle sindacali attendono ora la nomina del curatore e annunciano l’intenzione di chiedere l’apertura di un tavolo istituzionale di salvaguardia, per individuare soluzioni concrete che possano tutelare l’occupazione e il futuro del sito produttivo di Castel Guelfo.
«È fondamentale comprendere con chiarezza, aggiungono, quali siano le reali cause che hanno portato l’azienda a questa situazione, nella speranza che si possano ancora individuare percorsi di rilancio».


