Mordano (sabato, 18 ottobre 2025) — Nuova doccia fredda per i lavoratori della Tracmec di Mordano. Nella serata di giovedì 17 ottobre, l’azienda, parte del gruppo multinazionale tedesco Bauer, ha comunicato l’avvio di una nuova procedura di licenziamento collettivo che coinvolge i 30 dipendenti rimasti in organico. A darne notizia sono state le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm di Imola, che definiscono la decisione “inaccettabile”.
di Sofia Cilli
«Ciò che è accaduto è inaccettabile – affermano le parti sociali in una nota congiunta –. Ci aspettiamo un’immediata inversione di rotta da parte dell’azienda».
La crisi della Tracmec era esplosa già nell’aprile 2025, quando la direzione aveva annunciato la volontà di delocalizzare e cessare la produzione nello stabilimento di Mordano, con il conseguente licenziamento di 45 lavoratori. Dopo settimane di scioperi e presidi, culminati in una manifestazione all’autodromo di Imola durante il weekend di Formula 1, era stato raggiunto un accordo il 29 maggio: l’azienda aveva ritirato i licenziamenti, attivando ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2025 e impegnandosi a un percorso di reindustrializzazione del sito.
«Gli ammortizzatori sociali – ricordano i sindacati – hanno permesso ad alcuni lavoratori di ricollocarsi, anche con un incentivo all’esodo. Ma l’azienda e il gruppo tedesco si erano assunti precisi impegni che oggi vengono disattesi».
Durissimo il commento dei rappresentanti sindacali:
«Nonostante sia attivo un contratto di solidarietà, l’azienda ha deciso di aprire una nuova procedura di licenziamento collettivo – denuncia Marco Valentini, segretario generale della Fiom Imola –. Ci opponiamo con fermezza».
Per Antonino Liuzza della Fim Cisl, «la decisione irresponsabile del gruppo Bauer rappresenta un’offesa alla dignità dei lavoratori e alla sana etica sociale».
Ancora più netto Giuseppe Rago, coordinatore confederale e referente Uilm Imola: «Abbiamo armi sufficienti per tutelare i lavoratori e bloccare il sito industriale ad oltranza, evitando che diventi l’ennesima speculazione edilizia».
Un tavolo istituzionale sulla vicenda è stato convocato per martedì 22 ottobre, con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, della Città metropolitana di Bologna, del Comune di Mordano e delle parti sociali.
Last modified: Ottobre 18, 2025

